Politici in rete

Osservazioni di comunicazione politica
giovedì, 24 settembre 2009

Berlusconi candidato al nobel per la pace: l'inno

Non sono balle, è tutto vero: esiste un Comitato - con un sito azzurro ed ondeggiante - per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010.
E questo è l'inno ufficiale...

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categorie: politica, silvio berlusconi, politici nazionali
martedì, 28 luglio 2009

Il governo britannico punta su Twitter: riuscite a percepire la distanza?

Immagine 3Mentre da noi i vari Brunetta e D'Alia si scagliano contro Facebook e i vari social networks, nel terrore che facciano sprecare tempo prezioso ai già pigri dipendenti pubblici e meditano editti oscurantisti, il governo britannico pubblica un documento in cui spiega ai propri dipendenti come usare Twitter e li incoraggia a farvi ricorso massicciamente.
Leggo su un articolo del XIX infatti che il governo britannico comprende e apprezza la capillarità e la potenza comunicativa di Twitter, a fronte di un minimo impegno di tempo e di risorse:

«In generale, i twitter ministeriali sarebbero una cosa positiva, perché permetterebbero la creazione di comunità di interesse attraverso le quali far pervenire il loro messaggio. Se si danno link interessanti e informazioni utili, si riesce a dare un’idea di che cosa il ministero sta facendo e quali sono i temi in discussione», ha dichiarato alla Bbc l’ex viceministro Tom Watson.

Riuscite a percepire la distanza tra queste voci governative e le nostre? Io si, forte e chiara.
postato da bettabi alle ore 17:58 | link | commenti
categorie: politica, internet, twitter
martedì, 16 giugno 2009

PD senza Vita?

Ho letto questo interessante scambio di mail tra una studentessa russa (Vita) e Beppe Severgnini, in cui la studentessa, che fa la tesi sulla comunicazione politica on line nella Repubblica Italiana, confessa sconsolata:

Troppo tardi me ne sono accorta che non è che ci sia una grande comunicazione.

La risposta di Severgnini, che coglie l'occasione per bacchettare Franceschini, è una staffilata al PD:

Chi ha seguito da vicino la campagna di Obama sa che internet è stato il veicolo: non l'itinerario, non la meta, non il motivo del viaggio. I democratici americani hanno lavorato strada per strada, casa per casa, college per college tentando di coinvolgere, spiegare, motivare. La rete serviva per darsi appuntamenti, raccogliere fondi, reagire rapidamente alle mosse dell'avversario.
Ecco, Vita: ho l'impressione che al Pd manchi vita (minuscolo). E' più presente e sanguigna la Lega, sono più attivi i fan del nostro Capo (amico del tuo Capo). La leggerezza su internet è la spia di un'incertezza più grave: i democratici italiani non sanno come appassionare, convincere e motivare gli elettori lontani dalla politica. Per un partito, è una tragedia.


Se fosse vero, che la scarsa vitalità sulla rete è il corrispettivo di una scarsa vitaità politica, oltre che di oggettive contingenze socio-culturali? Cosa si potrebbe fare allora?
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categorie: politica, usa , partito democratico, politici internazionali, politici nazionali
mercoledì, 03 giugno 2009

Parlorama.eu

parlorama1Le elezioni europee si avvicinano. Nell'attesa, può essere interessante farsi un'idea di quale sia stato l'impegno degli europarlamentari fino ad oggi.

Il sito Parlorama.eu, iniziativa dell'ex assistente parlamentare europeo Flavien Deltort, presenta una classifica di facile consultazione e di grande impatto visivo del grado di operatività dei parlamentari europei suddivisi per nazione. In pochi click ci si può togliere la legittima curiosità di scoprire quali europarlamentari del proprio paese sono stati attivi e quali hanno per lo più disertato i loro impegni.

I dati utilizzati da Parlorama provengono dal sito del Parlamento Europeo, che a sua volta li rende disponibili su base cartografica.
Come fa notare Marco Cappato però i dati divulgati dal Parlamento Europeo rendono difficoltoso il confronto tra i sigoli parlamentari. Parlorama punta invece tutto sul confronto, presentando le classifiche dei "buoni" e dei "cattivi", d'altra parte, non consente di trovare facilmente un singolo europarlamentare e di seguirne l'attività (non è infatti presente sul sito una funzionalità di ricerca per candidato, e questo è peccato).

Lo strumento ha la virtù di essere gradevole e veloce, immediato. Un buon aiuto per orientarsi e informarsi. Tanta immediatezza rischia però di indurre nella tentazione di trarre conclusioni affrettate: non sempre i parlamentari vengono meno ai loro doveri per pura pelandronaggine. Talvolta a distoglierli dai loro euro-doveri sopraggiungono motivi di salute (anche gravi) o altri incarichi istutuzionali.
 
Attenzione quindi alle condanne troppo frettolose...

PS: Ne ho scritto anche su Spindoc.it
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categorie: politica, elezioni, informazione, comunicazione politica
mercoledì, 20 maggio 2009

Nubi di ieri sul nostro domani

Un'occhiata al sito della Guardia Nazionale Italiana merita senz'altro.

Soprattutto merita la sezione dedicata alle uniformi, eleganti e raffinate, buone per tutte le stagioni.

E il logo, che campeggia in home page (anche se nell'header gli viene preferito un pregiato ricamo), non può fare a meno di ricordarmi qualcosa...
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categorie: politica, internet, destra
mercoledì, 25 marzo 2009

Daje: ma cos'è sta meraviglia?!

fondazione dajeUn aiuto concreto ai democratici afflitti dalla sindrome del PD moscio... e Dio sa se ce ne sono...

Ho appena scoperto la Fondazione Daje, che così si descrive:

Intorno al Partito Democratico, dopo la sconfitta elettorale, sono spuntati come funghi fondazioni, associazioni, think-tank di ogni genere. La Fondazione Daje nasce da un video di Zoro e più che una vera fondazione è un gruppo di auto-aiuto politico in costante equilibrio tra cazzeggio e serietà. Perfetto per democratici afflitti dalla sindrome da PD moscio.

Che altro aggiungere? Mi sembra un piccolo capolavoro :-)
postato da bettabi alle ore 16:48 | link | commenti (1)
categorie: politica, partito democratico
mercoledì, 11 marzo 2009

La Carlucci non risponde

Gabriella CarlucciPur avendo un blog che permette agli utenti di inserire i commenti, Gabriella Carlucci non pubblica i commenti ricevuti. Se li legge lei, in privato - forse.

Mi domando a cosa serva abilitarli e poi non aprire un minimo di dialogo con i navigatori, anzi frustrarli non permettendo loro nemmeno di dialogare tra commentatori.

I risultati che ottiene questa scelta (oltre a far incazzare orribilmente i già critici nei confronti delle iniziative carluccesche) sono:
  • far scatenare il dibattito in altri luoghi, com'è avvenuto sul blog de GliEletti
  • far sorgere iniziative tipo questa, dove un poco politicamente corretto blogger pubblica i commenti che avrebbe voluto mettere sul blog della Carlucci
In entrambi i casi, non certo un bell'esempio di uso consapevole di internet e delle sue potenzialità, da parte della Carlucci.
Quasi meglio un sito-vetrina.
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categorie: politica, internet, comunicazione politica, politici nazionali
giovedì, 26 febbraio 2009

What are you doing?

[...] I POLITICI - Decine di membri del Congresso hanno tirato fuori i BlackBerry per «twittare» martedì durante il discorso di Barack Obama. I twitterati sono un’ottantina: una ventina di senatori e oltre 60 deputati. Le star sono la McCaskill e Arnold Schwarzenegger (@schwarzenegger), il governatore della California. La rivista Time li ha inseriti nella Top 10 delle celebrità twittanti. Lui scrive spesso di come limitare l’inquinamento. Lei ama twittare sulla sua vita privata. I repubblicani twitterati sono più dei democratici: tra loro, c’è John McCain (@SenJohnMcCain: ma con approccio non entusiasmante, annuncia gli impegni e ogni tanto fa complimenti o auguri agli amici). Tra i democratici twitta la speaker della Camera, Nancy Pelosi (@NancyPelosi: ma è come leggere il programma degli eventi del Congresso). E’ un passo verso una nuova era di trasparenza? Oppure i politici dovrebbero pensare a rimettere in sesto il Paese anziché twittare? Ma soprattutto, chi legge i loro post? Alle 9:40 di martedì sera, quando twittavano sul discorso di Obama, secondo il Washington Post, c’era un solo fan della McCaskill collegato. Ma 8.216 seguivano il supertecnologico repubblicano del Texas John Culberson (ha girato e messo in rete anche un video prima del discorso). [...]

Leggi tutto sul Corriere.

Caspita... Twitter è così diffuso tra i politici statunitensi?! Chissà che uso ne fanno i nostrani...
E pensare che io non sono ancora iscritta... Proprio come il giornalista di Politico.com Mike Allen, che non aveva mai twittato prima di questa settimana.
postato da bettabi alle ore 15:10 | link | commenti
categorie: politica, internet, comunicazione politica, twitter
giovedì, 19 febbraio 2009

Walter adieu

Walter Veltroni dopo sedici mesi di reggenza lascia la guida del PD. Non ce l’ha fatta, confessa con le lacrime agli occhi, a fare il Partito Democratico che sognava.
E il partito che sognavano i militanti?

Chi si aspettava che fare il “governo ombra” non significasse stare all’ombra del governo, bensì marcare stretto ogni ministro, in modo da poter fare un’opposizione efficace, è rimasto forse un po’ deluso.

In questi mesi i sondaggi sul gradimento del Popolo della Libertà ed il suo leader si sono sprecati, non altrettanto frequenti sono stati invece quelli relativi al gradimento dell’opposizione.
Una panoramica “fai da te” la si può ricavare andando a spulciare un po’ Facebook - data la popolarità conquistata ultimamente in Italia dal celebre social network.

Leggi tutto su GliEletti Blog

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categorie: politica, facebook, politici nazionali
venerdì, 30 gennaio 2009

Rodotà, Obama e la censura della rete

Interessante l'intervista a Rodotà Articolo 21:

RodotàQuesta iniziativa, di cui sono ancora nebulosi sia gli autori che i  contorni mi sembra un atto di arretratezza culturale e di prepotenza politica”. Così il professore Stefano Rodotà commenta la notizia rivelata dall’associazione “Altroconsumo” di una Proposta di legge che, combattendo la pirateria digitale, spingerebbe di fatto verso una censura del web. “Nel momento in cui si parla di Obama come il presidente eletto da internet e si sottolinea l'importanza determinante che ha avuto il web per la sua campagna elettorale e per la creazione di una nuova rete di relazioni politiche e sociali in Italia non siamo capaci di andare oltre la vecchia logica della censura… E poi c’è un lampante conflitto di interessi da parte del premier…”

Leggi tutta l'intervista su Articolo 21.
postato da bettabi alle ore 15:39 | link | commenti
categorie: democrazia, politici internazionali